lunedì 12 maggio 2014

VINCI, CHIESA DI SANTA CROCE MERCOLEDI' 14 MAGGIO 2014 ORE 21,30 CONCERTO DELLA PLOVDIV'S SINGERS SOCIETY "Angel Boukoreshtliev"


VINCI, CHIESA DI SANTA CROCE
MERCOLEDI' 14 MAGGIO 2014 ORE 21,30 
CONCERTO DELLA PLOVDIV'S SINGERS SOCIETY "Angel Boukoreshtliev"
 UNA DELLE PIU' ANTICHE E FAMOSE CORALI DELLA BULGARIA. 

Ci hanno segnalato questa manifestazione musicale a Vinci di cui crediamo pochi siano a conoscenza. Ed è veramente un peccato soprattutto quando ci sono degli ospiti di altri paesi, in particolare di Plovdiv, considerata la Firenze bulgara. Peraltro la Società di cantori “Angel Boukoreshtliev” della città di Plovdiv è una delle più antiche di quello stato. E' stata fondata addirittura nel 1896. Nella sua biografia la società registra più di 3000 concerti, che comprendono circa 2500 brani musicali che spaziano dalla polifonia vocale del XVI secolo alla musica moderna.
È stata premiata con riconoscimenti di alto livello, nazionali ed internazionali: Debrecen – Ungheria, Langolen – Gran Bretagna, L’Aia – Paesi Bassi, Festival Van Flanders, nella città di Gent – Belgio, Spagna (1988), Turchia (2006).
Le performance del gruppo, in Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria, Austria, Germania, Belgio, Gran Bretagna e Paesi Bassi hanno sempre avuto un enorme successo. Tra le realizzazioni creative della società si trovano molte registrazioni per la radio e la TV bulgara e russa, BBC Radio, Radio Colonia, Francoforte, Lubiana e l’ Aia .




lunedì 5 maggio 2014

LA SERATA LEONARDO BERNI E IL GIORNALISMO "IN PRIMA LINEA". DALL'ALBUM DI VINCI NEL CUORE! RINASCE IL PREMIO GIORNALISTICO DELLA CITTA' DI VINCI

La figlia di Leonardo Berni, Patrizia, premia Sara Bessi ( a sinistra Silvano Guerrini e Nicola Baronti del Comitato Vinci nel Cuore, a destra il Sindaco di Vinci Alberto Casini) Vinci, 6.4.2014 (Foto di Domenico Alessi)


 UNA GRANDE FESTA PER IL GIORNALISMO
LA SERATA LEONARDO BERNI

VINCI NEL CUORE! 
I VINCIANI RACCONTANO IL PAESE DI LEONARDO
VINCI, 6 APRILE 2014
(Foto di Domenico Alessi)

Il grande successo della nuova edizione del premio giornalistico della Città di Vinci, dedicato al corrispondente da Vinci per quasi cinquant’anni del quotidiano La Nazione, Leonardo Berni, induce a qualche annotazione e ricordo della serata dello scorso 6 aprile. Innanzitutto è d’obbligo citare la giornalista pratese Sara Bessi che ha ottenuto il riconoscimento assegnato dal Comitato Vinci nel Cuore! e dalla famiglia di Leonardo. Una segnalazione d’onore anche a Francesco Meucci, responsabile della cronaca di Empoli del quotidiano La Nazione, ed a Samanta Panelli, attuale corrispondente per la cronaca vinciana.
La manifestazione è stata una vera festa per il giornalismo locale. Un numeroso pubblico ha applaudito la partecipazione dei vincitori e sottolineato la simpatia del personaggio Leonardo Berni, che con i suoi racconti e articoli, raccolti per l’occasione dalla figlia Tiziana, è diventato negli anni il “cronista“del paese. Come ha ben sottolineato un altro giornalista fucecchiese, di una testata peraltro concorrente: “ scrivere, da professionisti o da pubblicisti, del luogo in cui si abita, non è facile. Se ha scritto cose giuste o meno, l’autore lo sa subito, o attraverso una telefonata o a viva voce, di presenza, caso mai fermato per strada. È un giornalismo in prima linea, questo. Che presuppone capacità di documentarsi, sapere tutto di tutti, e il coraggio delle proprie idee”. In poche parole e brevi tratti, questo era proprio Leonardo Berni.
 La serata, organizzata e curata dal Comitato Archivio Vinci nel Cuore!, è stata l’occasione per ricordare il primo concorso giornalistico Città di Vinci e per annunciare la ripresa dell’iniziativa, in modo continuativo, fin dal prossimo anno.

Arriva anche Samanta Panelli, attuale corrispondente da Vinci del quotidiano La Nazione (la seconda da sinistra) Vinci 6.4.2014 (foto pgc Domenico Alessi)
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I saluti di Mons. Renato Bellini, presidente di  Vinci nel Cuore, con Nicola Baronti, Tiziana Berni e Francesco Meucci, responsabile della cronaca di Empoli del quotidiano La Nazione, 6.4.2014 (pgc foto Domenico Alessi)
IL PRIMO CONCORSO GIORNALISTICO CITTA' DI VINCI
(1962-1963)

Era esattamente il giugno 1962 quanto l’Associazione Turistica Pro Vinci bandiva il concorso giornalistico sul tema “Leonardo e la sua terra”. La premiazione avveniva ad Anchiano, presso la casa natale di Leonardo, il 21 aprile 1963.  Parteciparono quindici giornalisti. La graduatoria redatta da una giuria composta dagli on. Prof. Raffaele De Grada, Dott. Rodolfo Gazzaniga, on. Prof. Adriano Seroni, prof. Diego Valeri, con la partecipazione per l’E.P.T. di Aldo Mannucci, rappresentava il frutto quasi di un piccolo compromesso storico ante litteram. Il primo premio, costituito da una somma di denaro, andava ad un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano da F. Ceccopieri Maruffi dal titolo “Sosta a Vinci” per “l’intrinseco valore del pezzo sotto l’aspetto giornalistico letterario e per la garbata e piana esposizione storico-turistica”, come annotava la commissione giudicante. Il secondo premio veniva assegnato al giornalista empolese Giovanni Lombardi per un articolo pubblicato su L’Unità dedicato ad una delicata questione paesana: “ Vinci: appello del Comune per la realizzazione dell’opera. Nella piazza principale del paese sorgerà il monumento al grande Leonardo”. Terzo classificato un giornalista sportivo, anche poeta, dalle origini vinciane del quotidiano La Nazione, Saverio Ciattini, per un articolo sull’“automobile a molla nel Museo Leonardiano”. Segnalati infine i giornalisti Bruno Bruni (L’Osservatore Romano), Massimo Grillandi (Il Popolo)  e infine Ettore Stancampiano (La Giustizia).


Dal prossimo anno, l’intenzione del Comitato Vinci nel Cuore! è continuare nel segno già tracciato (a tale proposito, si ricorda anche un premio alla comunicazione sociale organizzato a San Pantaleo nel 2008) con la predisposizione di un nuovo statuto e regolamento aperto a tutti i modi e forme di fare giornalismo ai nostri giorni, con l’assegnazione ancora di premi d’onore, dedicati a Leonardo Berni e, probabilmente, anche a qualcuno dei primi vincitori della rassegna vinciana ( n.b.)

martedì 22 aprile 2014

UN PRIMO MAGGIO 2014 ALLA TORRE DI SANT'ALLUCCIO, TRA NATURA, TRADIZIONE E FESTA POPOLARE




IL PRIMO MAGGIO CON L’ARCI
 ALLA TORRE DI SANT’ALLUCCIO
 NEL SEGNO DELLA FESTA
 E DELLA TRADIZIONE DEL MONTALBANO
 TRA MERENDE E POESIA
 CON LO SPETTACOLO“BERNESCANTANDO” 

Circolo Arci di Faltognano-
Prenotazione obbligatoria 338 6640772 – 349 5293253  

Torna il primo maggio sulle pendici del Montalbano con la proposta di una camminata e un pranzo alla Torre di Sant’Alluccio, uno dei luoghi più suggestivi e magici del Montalbano. Torna nei modi e nelle forme dell’antica festa dell’Amor fiorito con il canto degli stornellatori e dei poeti in ottava rima, avendo tuttavia ben presente l’evoluzione della festa in quella del lavoro.

Non è un caso che sia il Circolo Arci di Faltognano di Vinci a farsi promotore della nuova iniziativa, che rievoca e rielabora l’antica tradizione del maggio in un giorno di festa e di riflessione per il mondo del lavoro e dei lavoratori. L’iniziativa proviene dal versante fiorentino del Montalbano.  La località è tuttavia raggiungibile facilmente anche dai versanti pistoiese (Quarrata) e pratese (Bacchereto e Carmignamo) del monte. Il grande spazio di Sant’Alluccio costituisce un ideale luogo di incontro ed uno spazio per trascorrere in libertà il primo maggio, oltre che un naturale e bellissimo punto panoramico.

Per partecipare all’iniziativa e al pranzo in compagnia si richiede la prenotazione obbligatoria direttamente alla  Casa del Popolo di Faltognano oppure ad uno dei seguenti numeri telefonici 338 6640772 – 349 5293253-

Per i partecipanti alla camminata si propongono due punti di partenza con percorsi alternativi di diversa difficoltà, che riportano tuttavia alle mente le storie e le tradizioni del luogo,  direttamente con quelle di alcune frazioni del comune di Vinci, Faltognano e Sant’Amato.
Alle ore dieci il primo ritrovo è a Faltognano, presso il Circolino Arci, con una proposta di percorso a piedi di due ore, di media difficoltà; per chi invece vuole una passeggiata più tranquilla la partenza è alle ore 11,30, al parcheggio in località Le Croci di Sant’Amato, per una passeggiata di circa cinquanta minuti di modesta difficoltà.  
La camminata assieme è a titolo facoltativo e personale. Per tutti, il ritrovo con il pranzo organizzato dai volontari del circolo Arci di Faltognano rimane alla Torre di Sant’Alluccio.








lunedì 21 aprile 2014

LA TORRE DI SANT'ALLUCCIO: UNA PROPOSTA PER UNA CAMMINATA TRA LA NATURA E LA STORIA DEL MONTALBANO.

LA TORRE DI SANT'ALLUCCIO
Un percorso tra natura e storia sul Montalbano 

La  Torre di Sant’Alluccio ricorda il luogo dove il Santo ospedaliere di Pescia, festeggiato nel calendario il primo ottobre, vi avrebbe costruito intorno al secolo XI° un romitorio per pellegrini. La torre è ormai diroccata e l’intero complesso in pessime condizioni. Il tempo e l’abbandono degli uomini li hanno distrutti come l’antica Torre di Montefiori o Cisterna di Montefiori, che si trovava a circa tre chilometri, abbattuta si dice dai tedeschi in ritirata nel corso della seconda guerra mondiale. Si narra che Sant’Alluccio fosse invogliato a venire da queste parti per l’importanza di un antico convento benedettino, esistente alle pendici del Montalbano già nell’anno Mille, laddove oggi si trova la località di Sant’Amato che prende il nome da quest’antica istituzione (ovvero il Convento di San Tommaso), che dipendeva addirittura dalla Badia di Sant’Antimo in Val d’Orcia. Si ricorda tuttavia anche un’antica leggenda che addirittura anticipa di qualche secolo l’origine del luogo (intorno al secolo VIII°). Si dice che  Alluciem (da cui Sant’Alluccio), assieme  ad altri due  compagni Justis (Giusto) e Barontes (Baronto), lasciassero il monastero di Cluny, da  cui aveva preso il nome l'ordine a cui appartenevano. I tre monaci si trasferirono su questi monti in  tre luoghi diversi. Ognuno di loro edificò una cappella e un  romitorio. Questi luoghi San Baronto, San Giusto al Pinone e  Sant'Alluccio, presero e tutt'oggi hanno il nome dei tre frati francesi. La leggenda vuole che i tre frati si passassero da un luogo all'altro la mestola per murare i tre edifici, riuscendo nell’arco di una notte nella loro impresa.
Al tempo dei suddetti romitori, il crinale del Montalbano era molto più vissuto di oggi, più ospitale e meno silvestre di quello che si potrebbe pensare. Vi passavano infatti tutte le principali vie di comunicazione del medioevo, ancora oggi individuabili seguendo visivamente il percorso delle antiche torri dislocate sul monte.Sant’Alluccio ha inoltre un importante legame con il popolo di Faltognano, fin dalla fine dell’Ottocento, quando per volontà del parroco don Giuseppe Coppini e dei signori Comparini-Bardzky di Faltognano venne istituita proprio nella chiesa dello storico Leccio la “Festa annuale di Sant’Alluccio” (1882).