sabato 31 dicembre 2011

BUON ANNO AGLI AMICI DELLA DAMA DI BACCO!



IL VECCHIO E IL NUOVO ANNO

Un buon 2012 agli amici della Dama


Il tempo è grandezza e miseria come gli umani panni,
al vento stesi, ad ogni stagione, confusi fra le età,
a riconciliare in ordini e amorosi sensi le cose,
vecchio testimone di generazioni che passano per mode
indistinte, come folate di vento in maniche e calzoni;
fanciullo entusiasta nella corsa verso nuovi paesaggi
trattenuti nell'orizzonte dalla distesa frangetta di fuggevoli colori.


N. Baronti, tratto da La distesa dei panni
in La Via di Caterina La Versiliana Editrice, 2009



Nell'Adorazione dei Magi, Leonardo disegna ai margini destro e sinistro del quadro la figura del Vecchio, che guarda la Natività, e quella del Giovane (per alcuni un autoritratto) che guarda fuori dal quadro a cercare nel giovanile entusiasmo la propria Verità. Un'allegoria del Vecchio e del Nuovo, a cavallo del solstizio d'inverno, della festa della luce per i pagani e della nascita del Bambino divino per i cristiani.

mercoledì 28 dicembre 2011

CENTO ANNI DI STORIA CON VINCI NEL CUORE ! CHIESA SS.ANNUNZIATA 7 GENNAIO ORE 16.


ULTIMI GIORNI PER VISITARE LA MOSTRA FOTOGRAFICA

SABATO, 7 GENNAIO ORE 16

MANIFESTAZIONE DI CHIUSURA

VINCI NEL CUORE !

La mostra fotografica Cento Anni con Vinci nel cuore – Il campanile della SS. Annunziata (1911-2011) dopo essere stata già prorogata una volta, chiude definitivamente il prossimo 6 gennaio 2012. Sono quindi gli ultimi giorni per visitarla, nell’orario di apertura della chiesa. Grazie all’apporto delle famiglie di Vinci, dal mese di dicembre la collezione si è arricchita di nuove sezioni, l’Archivio Martelli e i Vinciaresi, dedicata ai personaggi del paese, con altre bellissime e inedite foto della storia dell’ultimo secolo. La collaborazione e la grande affluenza di pubblico sono indici di un piccolo successo, costruito soprattutto sull’entusiasmo del comitato organizzatore, la disponibilità del Parroco e il patrocinio del Comune di Vinci.
Sabato, 7 gennaio 2012, alle ore 16, è prevista la manifestazione di chiusura: Vinci nel cuore !
Un evento speciale nel corso del quale verranno proiettati dei filmati realizzati con le immagini raccolte ed esposte per scoprire la vecchia Vinci, dal 1880 agli anni Settanta dell’ultimo secolo, seguendo tre grandi linee tematiche: gli eventi, i luoghi e i personaggi del paese. Le didascalie saranno affidate alle parole dei poeti vinciaresi (come si chiamavano una volta), di questo ultimo secolo, lette e recitate dai vinciani di oggi. Un evento ideato progettato realizzato dagli stessi abitanti per vivere il proprio paese, condividere una storia comune, riaffermare una identità locale comunque aperta ai nuovi cittadini del mondo, con Vinci sempre nel cuore. Nel corso della manifestazione verranno consegnati un omaggio e un segno di riconoscenza a tutti coloro che hanno contribuito alla costituzione di questo primo fondo fotografico che viene ad arricchire l’archivio parrocchiale di S. Croce in Vinci. L’esperienza del comitato probabilmente non finirà qui, proseguirà con la raccolta di ulteriori documenti e materiali fotografici e altri eventi. La manifestazione del 7 gennaio 2012 rappresenta l’inizio delle celebrazioni per il quarto centenario della benedizione del Santuario della SS. Annunziata previsto per il prossimo mese di maggio, un edificio edificato per volontà popolare sul luogo in cui sorgeva il tabernacolo della Vergine di Borgo, punto di riferimento della storica processione civile e religiosa che si svolgeva, fin dal XV secolo, a Vinci per la festa dei Santi Giovanni (27 dicembre), all’epoca patroni del comune: un vero e proprio simbolo per la storia e la tradizione del paese di Leonardo
.

martedì 27 dicembre 2011

AVVISO IMPORTANTE. SON TORNATE LE BEFANATE CON GLI SCHERZI IN POESIA

AVVISO IMPORTANTE SON TORNATE LE BEFANATE DI VINCI, SANT’AMATO E, QUEST’ANNO, ANCHE DI VITOLINI !
Oh Italia, Italia del mio cuore
Ti ci vole, ti ci vole un po’ d’amore !
IN OCCASIONE DEI 150^ ANNI DALL’UNITÀ D’ITALIA


LE VECCHIE E LE NUOVE BEFANATE VINCIARESI, ASSIEME AD UNA SEZIONE DEDICATA ALLO SCHERZO IN POESIA, CON TESTI INEDITI DI RENATO FUCINI (1875), GLI STORNELLI RISORGIMENTALI DI GHIGO MARTELLI (1859), L’AVVELENATA NEI MODI DELLE BEFANATE DEL DOTTORE DI VINCI, FILIPPO CIOMPI (1882), LA CARICATURA DEI PRETI DI CERRETO E DI SAN ZIO, NEL SONETTO VINCIARESE DEL 1686 E NELL’OTTAVA RIMA DEL TARGIONI DI LAMPORECCHIO (1900) E TANTE ALTRE SORPRESE.

Da quest’anno Vinci e il suo territorio entrano a far parte dei paesi TOSCANI SUPER D.O.C., ovvero nella collana editoriale più rinomata per la raccolta delle tradizioni popolari toscane con le BEFANATE E SCHERZI IN POESIA - SARNUS 2011. Antologia di poesie, prose poetiche e stornelli a cura di NICOLA BARONTI, con contributi di FRANCESCO CIANCHI, RAFFAELLO SANTINI, IGINIO TAMBURINI, MATTEO CIONI e TANTI ALTRI ….
IN VENDITA IN TUTTE LE LIBRERIE. BASTA CHIEDERE


sabato 24 dicembre 2011

BUON NATALE CON VINCI NEL CUORE !




AUGURA UN FELICE NATALE



CON VINCI NEL CUORE !!!

domenica 18 dicembre 2011

LA VIA DI CATERINA : NOTE POETICHE PER TURISTI DISTRATTI (POLITTICO VINCIANO, 2008)



Scendendo da Anchiano...

un muro vetriolato corre secco lungo questo sentiero

e distanti appaiono prime composizioni d'indentiche altezze.

Non ho voglia di arrivare. Preferirei scavalcare quel muro,

con il tratto veloce di rondinella segnato nell'arco di cielo,

spandermi fra questi oliveti adagiato su un grande letto,

morbido, fra papaveri e fiordalisi, da spicchi di luce riscaldato.


da N. Baronti La Via di Caterina (Polittico vinciano), La Versialiana Editrice, 2008




Eppure, prima del tramonto, quando all'ultima rondine

regalerò lo stelo per il prossimo nido, sono certo

che come un pescatore di terra tornerò per la vendemmia,

a gettare le reti e raccogliere i frutti dell'età,

nella speranza di trovare un conchiglia dimenticata

a raccontarmi di te, come di una madre.


da I nicchi di San Pantaleo - N. Baronti La Via di Caterina, 2008

mercoledì 14 dicembre 2011

SULLA VIA DI CHATARIA, IL NUOVO TESTO TEATRALE DI CARDELLICCHIO



RICCARDO CARDELLICCHIO

SULLA VIA DI CHATARIA

(L'infanzia di Leonardo)

su ERBA D'ARNO, Rivista trimestrale

PRIMAVERA-ESTATE 2011 NN.124-125, PAG. 59


La storia di Caterina e del piccolo Leonardo non poteva non suscitare l'attenzione di Riccardo Cardellicchio, giornalista, storico e scrittore di saggi, poesia e testi teatrali. Sull'ultimo numero di Erba d'Arno, storica rivista fucecchiese, con risonanza nazionale, è stata pubblicata l'opera teatrale dello scrittore Sulla via di Chataria, un testo dedicato a Vinci e al suo figlio più illustre, ad oggi mai rappresentato. La vicenda di Caterina è rivisitata con maestria e toni molto leggeri, seppure sensibili alle suggestioni evocate dalla leggenda e attenti alle affannose ricerche di una verità storica alla quale forse non si arriverà mai. Meglio quindi affidarsi alle parole del poeta, all'ultimo personaggio della trama, alle sue intuizioni e all'unica versione oggi possibile di una vicenda umana complessa, con al centro una maternità difficile. Cardellicchio non vuole arrivare alle ragioni e alle motivazioni - presunte o meno - della nascita di un Genio, magari in seguito ad una situazione originaria di svantaggio sociale, come è stato fatto da altri autori nel passato, ma umanizzare il mito con i suoi personaggi annessi, tra realtà e fantasia. Nonna Lucia, lo zio Francesco, il padre Piero ed infine il Vasari sono le figure di un affresco collettivo, in cui i popolani di Anchiano e di San Pantaleo interrogano i personaggi, commentano le loro affermazioni, li contestano perfino, dando voce a quel sentimento comune della gente di campagna che fonda la propria esistenza -in primo luogo - sui legami affettivi. Leonardo e la sua leggenda emergono, a poco a poco, in una trama sottile che si dipana per l'intero testo, seppure in un ordito complesso di colori, immagini, sensazioni, affidati alle parole di un cantastorie di sentimenti, passioni e amori, seppure contrastati o nascosti per la convenienza sociale. Non importa che si rappresenti la verità assoluta, bensì quella intima del cuore, quella di un amore materno e filiale, che alla fine nè gli uomini, nè la morte potranno mai scalfire. E' un testo bellissimo, che si aggiunge con originalità di approccio e contenuti ad una ricca letteratura dedicata all'infanzia di Leonardo. Merita sicuramente una messa in scena sui luoghi evocati dalla vicenda.

Dalla Via di Chataria di Riccardo Cardellicchio le prime parole del poeta:


Pensateci. Pensateci bene.
Pensate alla tomba sua e a quella di sua madre.
Pensate al fatto che non si trovino.
E, a questo punto, chiedetevi: e se Leonardo non fosse sepolto da qualche parte in Francia, ad Amboise? E se sua madre non fosse sepolta a Milano, dove viveva con il figliolo?
E se tutt'e due, invece, fossero a San Pantaleo? Qui, luogo dei loro incontri segreti?
Madre e figliolo stretti nell'abbraccio eterno.
Dite la verità: vi si aprirebbe il cuore.





LA VIA DI CATERINA

E' sempre più un laboratorio di artisti, poeti, scrittori a cui Cardellicchio pone un suggello importante e prezioso, che speriamo sia colto e amato da tutti . A primavera si attende anche l'uscita del cortometraggio liberamente ispirato a questo percorso nella memoria, a quella "sorgente viva" della storia e della vicenda umana. Quello della Via di Caterina è un processo inarrestabile, riscoperto e valorizzato nel 2007 con la manifestazione evento San Pantaleo e Caterina, con diverse edizioni del percorso enoteatrale, i video dei giovani su You Tube, il percorso di poesia di Nicola Baronti ed, infine, questo recente testo teatrale. Anche se l'idea originaria non vive più nei campi, tra le olivete di Anchiano e i vigneti di San Pantaleo, come nel primo progetto di riscoperta e valorizzazione territoriale, a cura di Nicola Baronti e Diletta Lavoratorini, ma virtualmente su internet e per altri mezzi di comunicazione, è un progetto che ormai ha scavalcato i confini nazionali. E ci piace sentir dire che qualche ben camminatore di sperdute località, anche di altri continenti, sia venuto a Vinci nei mesi scorsi per cercare le orme di Leonardo sulla via di Caterina, quelle "orme" che neppure il tempo degli uomini, come per i segnali e le indicazioni del vecchio percorso eno-teatrale, sembra sia riuscito a dissolvere, grazie anche a questi artisti che continuano a dedicare le loro opere ad un progetto, sempre più un piccolo patrimonio della città di Vinci. L'unica amarezza è che forse sia più conosciuto oltre i confini comunali o, a Vinci, troppo spesso si faccia "finta" di non conoscerlo o, peggio, ci si "meravigli" dell'altrui interesse.

( Gangalandi, 2011)

sabato 10 dicembre 2011

LE NOVITA' DELLE BEFANATE 2011, NEL 150° ANNIVERSARIO DELL'UNITA' D'ITALIA

VINCI 1882 - VINCI 2011

Le befanate del 2011, nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia

Le BEFANATE del 2011 stanno per uscire nelle librerie toscane, a pochi giorni dal Natale. La nuova antologia raccoglie i vecchi e i nuovi testi della tradizione vinciana, con ulteriori approfondimenti storici e letterari, con particolare riguardo alle befanate delle accademie fiorentine del XV secolo e la pubblicazione integrale dei motti degli Statuti Comunali di Vinci del 1564 con un inedito sonetto del 1686 dedicato da un anonimo vinciarese ai ficuzzolai, come venivano chiamati gli abitanti di un paese vicino. Quali sono le altre novità dell'edizione 2011 ? Innanzi tutto, le Befanate escono dal circolo paesano, si allargano alle frazioni, Sant'Amato e Vitolini, e al Montalbano con riferimenti e autori di Cerreto Guidi, Empoli, Lamporecchio, Montaione.

La nuova antologia, curata da Nicola Baronti, con eccezionali contributi di Francesco Cianchi, Raffaello Santini, Iginio Tamburini e tanti altri poeti contadini si pone all'attenzione regionale e nazionale, proiettando Vinci e il suo territorio fra i paesi delle tradizioni popolari, entrando fra i TOSCANI SUPER D.O.C. come viene chiamato il catalogo della Polistampa, casa editrice fiorentina, da tempo specializzata nel settore, che accoglie quest'anno le " Befanate e scherzi in poesia". L'apparato fotografico, completamente nuovo, è stato curato in collaborazione con Matteo Cioni con assoluti inediti, alcuni provenienti da archivi privati.

L'edizione del 2011 si arricchisce infine di una seconda parte dedicata agli scherzi in poesia, ovvero alle befanate fuori tempo, non legate alla notte dell'Epifania, ma che per il successo ottenuto costituivano un modello per le befanate popolari. Vengono pubblicati vari testi legati alla tradizione e alla cultura del nostro paese dei primi anni dell'Unità d'Italia. Vinci e il Montalbano rivivranno nella poesia, in particolare, il 1875 e il 1882, con tutti i personaggi (il Berto, il Nappa, il Lobbia e tanti altri). Non sono tuttavia anni così idilliaci per il Montalbano, come potrebbe far pensare l'anniversario nazionale, bensì pieni di accesi contrasti per passioni, umori e conflitti sociali. I cantori di questi tempi, con testi inediti ed alcuni pressochè dimenticati, sono Federigo e Roberto Martelli, Renato Fucini (con un epigramma inedito e un testo assai curioso), Filippo Ciompi, Idalberto Targioni, nella veste ancora socialista a cavallo tra Otto e Novecento. Un omaggio nel 150° anniversario dell'Italia alla storia del piccolo borgo, ai paesi e alla gente del Montalbano, con curiosità e aneddoti, nella leggerezza della rima, della poesia satirica e della befanata, che può essere talvolta vera denuncia. E il Novecento ? ... si arricchisce di nuove befanate fino alle più recenti, compresa l'ultima versione vitolinese. Un testo da non perdere per chi ama la storia di Vinci e della gente del Montalbano !!! ... che sdogana l'uso della poesia giocosa nella befanata da quella triste sorte a cui sembrava essere stata abbandonata dalla memoria collettiva, forse per alcune degenerazioni degli anni Sessanta dell'ultimo secolo; riporta in auge un genere satirico, tipicamente toscano, con una nobile origine lirica, che peraltro suggestionava famosi poeti, compreso un giovanissimo Leopardi alle prese con una befanata agli amici, nell'Epifania del 1811.


Befanate e scherzi in poesia - Sarnus (Polistampa), Firenze, 2011 - pag. 160

giovedì 8 dicembre 2011

RINVIATO A NUOVA DATA L'INCONTRO CON GIANCARLO M. BREGANTINI




VINCINCONTRI 2011

RINVIO INCONTRO DEL 9 DICEMBRE

RINVIATO L'INCONTRO CON GIANCARLO M. BREGATINI A NUOVA DATA PER SOPRAGGIUNTI IMPEGNI DEL VESCOVO CHE HA CONFERMATO TUTTAVIA L'INTERESSE E LA VOLONTA' DI VENIRE PER UN ALTRA DATA

Fonte : COMITATO CULTURA CONSIGLIO PASTORALE VICARIATO MONTALBANO

lunedì 5 dicembre 2011

BENVENUTA MATILDE CATERINA !!!
Vinci, 4 dicembre 2011

Quando nel settembre 2007, nell’ambito del Concerto per Caterina, eseguito in occasione della manifestazione dedicata a San Pantaleo e Caterina , la Dama di Bacco ha ripresentato e revisionato questa vecchia ninna nanna, sfatando il mito che alcune parole fossero addirittura ricordate da Leonardo nei suoi scritti, non si pensava certo che potesse essere comunque ribattezzata la “ Ninna Nanna per Vinci”. Dedicata a Tosca nel 2009, a tutt’oggi è uno dei post più visitati del blog ed ha accompagnato la Dama di Bacco nel suo peregrinare, da New York a Firenze fino nel Trentino. In verità, questa vecchissima ninna nanna era stata cantata dalle nonne della campagna di Vinci e già pubblicata in un volume di canti popolari, commissionato dalla Regione Toscana, qualche anno fa, seppure nella versione cosiddetta dell’Ambrogiana. Non è di Leonardo, ma comunque appartiene al nostro territorio e, in altre versioni, alla nostra Toscana. La melodia sembra più sette/ottocentesca che rinascimentale, seppure il testo, soprattutto il verso finale nella versione vinciana, ricordi la vicenda umana di Leonardo, in giro per il mondo, e della madre Caterina in quel di San Pantaleo “Anche se giri ogni terra lontana / Solo una mamma al mondo puoi trovare” .
Con grande piacere quindi oggi diamo ancora voce alle mamme di Vinci, a Simona e, perché no, al babbo Matteo, amici della Dama di Bacco, per dare il benvenuto alla nuova nata, Matilde Caterina.

Riservati tutti i diritti in ordine alla nuova revisione di Una ninna nanna per Vinci , ri-pubblichiamo il testo della tradizione toscana, conosciuto anche come la “Ninna nanna delle pecorina”, in onore di Matilde Caterina e di tutti i bambini di Vinci, nati in questo 2011, nella speranza di cullarli nei sogni più belli.


UNA NINNA NANNA PER VINCI


Oh pecorina dal candido vello

Ti toserò ma senza farti male

Il mio bambino vuole un bel mantello

E ti compenserò con pane e sale


Rit: .. e gira la e gira la rota

E tu sei i’ fiore della vita mia

Quando ti tengo tra le braccia caro

Da me si parte la malinconia.


Oh falcettino che nel cielo stai

Fammi di stelle un grosso mazzolino

Io le ricoprirò con bianco velo

Lo metto a capo a i’ letto al mi' bambino.

Rit. Oh bimbo che riposi nella zana

Chissà mai quanto dovrai camminare

Anche se giri ogni terra lontana

Solo una mamma al mondo puoi trovare(2 volte) Rit

sabato 3 dicembre 2011

VINCI, UNA TOSCANA SUPER D.O.C.

Forse ritornano...

BEFANATE E SCHERZI IN POESIA

(Sarnus, 2011)

Dopo il successo delle Befanate Vinciaresi della scorsa Epifania, tornano le Befane del 2011 in una nuova versione, con una raccolta di testi storici della tradizione ottocentesca di Vinci e del Montalbano, dedicata al 15o° anniversario dell'Unità di Italia, con gli scherzi martelliani del Fucini, gli stornelli risorgimentali, l'avvelenata del Ciompi, le caricature dei contadini di San Zio del Targioni, il complesso di Leonardo che attanaglia ormai generazioni di vinciani, motivo di sfottò dei paesi vicini. Non potevano non ritornare anche le classiche befanate popolari degli sposi e degli zitelli e quella dei campanili, con nuovi contributi di Francesco Cianchi , Raffaello Santini e da quest'anno anche di Matteo Cioni, con un occhio di riguardo ai poeti contadini del Montalbano, che si rivela sempre più un monte di poesia, una terra di una Toscana super d.o.c.. Il tutto è a cura e revisione di Nicola Baronti.
Lo troverete nelle librerie toscane dalla settimana prima di Natale: un originale regalo per le prossime feste e l'Epifania dei grandi e piccini.
Con Vinci nel cuore !!!

VINCINCONTRI, 9 DICEMBRE 2011: GIANCARLO MARIA BREGANTINI, ESPERIENZA DI UN VESCOVO



VINCINCONTRI 2011

Biblioteca Leonardiana, 9 dicembre 2011 h. 21,15

a cura della Commissione Cultura del Consiglio Pastorale del Montalbano Occidentale, con il patrocinio del comune di Vinci

GIANCARLO MARIA BREGANTINI

Non possiamo tacere


Giancarlo Maria Bregantini è stato vescovo di Locri-Gerace dal 1994 al 2007 ed è arcivescovo di Campobasso-Boiano dal 2007.


Nato nel 1948 a Denno, in provincia di Trento, dopo aver frequentato la scuola media, il ginnasio e il liceo dai padri stimmatini, ha studiato teologia a Verona e ha conseguito la licenza in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma. Nel 1978 viene ordinato sacerdote stimmatino nella Cattedrale di Crotone. Il 12 febbraio 1994 è nominato vescovo di Locri-Gerace. Il vescovo Bregantini acquista notorietà anche civile, inserendo nella sua azione pastorale una coscientizzazione del popolo che in concreto significa dura ed efficace opposizione alla 'ndrangheta. Nel corso del suo episcopato ha anche comminato la scomunica a «coloro che fanno abortire la vita dei nostri giovani, uccidendo e sparando, e delle nostre terre, avvelenando i nostri campi», in riferimento alla distruzione da parte delle cosche di alcune serre del Progetto Policoro, promosso dalla CEI. Nel novembre 2007 papa Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo metropolita di Campobasso-Boiano. Furono molti quelli che, a Locri e in Calabria, protestarono per questa nomina, vista come un allontanamento; ma è stato lo stesso Bregantini a spiegarne le motivazioni, in una lettera aperta inviata alla diocesi calabrese e alla stampa. Fra le sue molte opere si segnalano solo le ultime: Non possiamo tacere. Le parole e la bellezza per vincere la mafia, Milano, Piemme, 2011; Benedici il Signore sempre, Elledici, 2011; Fedeltà del cuore. Dalla fragilità alla fedeltà sulle orme di Maria e Giuseppe, Edizioni Messaggero, 2010; Il nostro Sud in un Paese (reciprocamente) solidale, Città Nuova, 2010; Le sette parole di Gesù sulla croce, Edizioni Messaggero, 2010; Lettera ai sacerdoti. Annodati al cuore di Cristo.(Al pozzo di Sicàr), Edizioni Paoline, 2010; Ogni giorno con te, Elledici, 2010.

mercoledì 30 novembre 2011

VINCI NEL POZZO O SI VUOLE LA LUNA?

VINCI, Cartina del XVI° secolo

VINCI NEL POZZO
Storia di un cimelio vinciano


A che servono i pozzi ? Per raggiungere falde idriche e attingere acqua per i bisogni dell’uomo. È la risposta da vocabolario vivente. Tuttavia i pozzi possono avere anche altri significati e utilità, come il pozzo di Piazza Mercatale di Vinci, ora del Comune, posto ai tempi di Leonardo nei pressi dell’antica loggia, poi andata distrutta alla fine del Settecento, sostituita da una quadrata abitazione, a cui si trovava appoggiato. Il pozzo idrico non esisteva più da tempo. Ora, in seguito ai lavori di rifacimento dei marciapiedi, le ultime vestigia del pozzo medievale sono state definitivamente tolte, se non per un leggero incavo che ancora si nota nel muro di pietra.
Se non c’è più acqua a che serve un pozzo ?... si domanderebbe il vocabolario vivente!
Come dimostra questa cartina del XVI° secolo della vecchia Vinci il pozzo è ben descritto graficamente ( è ricordato anche negli statuti comunali) e costituisce un punto di riferimento importante ancora oggi per studiare e capire le distanze degli edifici, insomma poter ricostruire l’antica Vinci, la Vinci di Leonardo.

Il rammarico per l’antico pozzo che non c'è più, non è solo per la mancata salvaguardia di una memoria storica, forse addirittura di un cimelio del vecchio paese, ma per aver perso un punto di riferimento, l’asta appuntita del compasso del tempo. Perché allora non ricostruire almeno l’aspetto esteriore e nel pozzo non collocare proprio l’antica immagine di Vinci per dare modo alle persone e ai turisti di orientarsi nella Vinci di Leonardo ?
Vinci nel pozzo o si vuole solo la luna ?

venerdì 25 novembre 2011

CENTO ANNI CON VINCI NEL CUORE. PROROGATA LA MOSTRA FOTOGRAFICA FINO AL 6 GENNAIO 2012



CENTO ANNI CON VINCI NEL CUORE


Prorogata la mostra fotografica fino al 6 gennaio 2012


Vinci, Santuario SS. Annunziata




Considerata l'affluenza ed il riscontro del pubblico, il comitato organizzatore VINCI NEL CUORE unitamente al Parroco hanno stabilito la proroga della mostra fotografica fino al 6 gennaio 2012. Anzi, considerata la disponibilità delle famiglie, la mostra da sabato 3 dicembre 2011 in poi si arricchirà di nuove settimanali acquisizioni. Per chi vuol ancora dare il Suo contributo può rivolgersi alla Parrocchia.


Sabato 3 dicembre 2011, l'evento sarà molto particolare perchè verranno esposte le immagini e le foto messe a disposizione dalla famiglia Martelli di Vinci per l'Archivio Parrocchiale.





Sabato 7 gennaio 2012, infine, VINCI NEL CUORE vedrà la sua manifestazione finale con le immagini, le foto e i ricordi di 100 ANNI DI STORIA VINCIARESE, in una serata unica, eccezionale, suggestiva dove TUTTE le famiglie e TUTTI coloro che hanno dato il loro contributo sono fin d'ora invitati, un evento fatto per VINCI dai VINCIARESI. Segnate l'appuntamento:


VINCI 7 GENNAIO 2012, h.21


VINCI NEL CUORE !




.... e non mancate !!!!


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mercoledì 9 novembre 2011

PREMIO SCRITTORE TOSCANO DELL'ANNO 2011

EX-LIBRIS DI NICOLA BARONTI (EDIZIONI HELICON DI AREZZO) E' NELLA ROSA DEI FINALISTI DEL PREMIO SCRITTORE TOSCANO DELL'ANNO 2011

Il libro Ex-Libris, la nuova raccolta di poesie di Nicola Baronti, contenente l'omonima silloge già vincitrice del Premio Casentino per l'inedito 2011, uscita per le Edizioni Helicon di Arezzo nel giugno scorso, è entrato nella rosa dei finalisti per il premio AUTORE TOSCANO DELL'ANNO 2011, organizzato dall'Associazione Fiera del Libro Toscano di San Miniato in collaborazione con la Presidenza del Consiglio Regionale della Toscana. La giuria tecnica sceglierà fra i 29 autori il vincitore e i due segnalati che verranno proclamati il prossimo 17 dicembre.

mercoledì 2 novembre 2011

TORNA VINCINCONTRI. OSPITE MARCO TARQUINIO, Vinci 11 novembre 2011, h.21,15

Riceviamo e pubblichiamo l'invito a.



Consiglio Pastorale del Montalbano Occidentale

Commissione Cultura

VINCINCONTRI 2011

Chiesa, mondo, laici

Vinci, Palazzina Uzielli

Venerdì, 11 novembre 2011 h. 21,15

MARCO TARQUINIO

Direttore de L'AVVENIRE

LA PRESENZA ED IL RUOLO DEI CATTOLICI NELL'ITALIA DI OGGI

Marco Tarquinio, umbro, nato a Foligno, è dal 2009 direttore responsabile del quotidiano L’Avvenire, succedendo a Dino Boffo « costretto » ad improvvise dimissioni. Come giornalista professionista ha lavorato al Corriere dell'Umbria, a La Gazzetta, dal 1990 al 1994 a Il Tempo di Roma, dapprima alla redazione esteri e poi alla redazione politica che ha guidato negli anni caldi della fine della Prima Repubblica. Dal 1994 lavora all’Avvenire, di cui nel 2007 ne diventa vice-direttore. È vincitore del prestigioso Premio Fregene 2011 per il giornalismo. Marco Tarquinio è un profondo conoscitore del mondo giornalistico italiano, nonché un commentatore fine e competente della società e del sistema politico italiano. Sotto la sua guida, Avvenire ha accentuato la propria fisionomia di giornale rappresentativo di una vitale componente della società italiana, in grado allo stesso tempo di offrire una prospettiva esauriente e uno sguardo complessivo sul mondo contemporaneo.
A Vinci parlerà del ruolo dei cattolici nella società italiana di oggi, anche alla luce degli ultimi eventi e del recente incontro a Todi delle maggiori associazioni cattoliche.


Il prossimo incontro è fissato per il 9 dicembre 2011 con S.Ecc. Giancarlo M. Bregandini, Vescovo di Campobasso - Boiano dal titolo Non si può tacere : esperienze di un vescovo

sabato 8 ottobre 2011

SAN PANTALEO E LE STORIE DI ARCHIVIO DI UNA CHIESA MILLENARIA, San Pantaleo di Vinci, 2 ottobre 2011

CRONACA DI UNA GIORNATA MEMORABILE PER SAN PANTALEO VINCI, 2 OTTOBRE 2011

San Pantaleo e Leonardo

Storie d'archivio di una chiesa millenaria

Vinci - San Pantaleo, un borgo allargato

Carlo Pedretti, Adriano Prosperi, Alessandro Vezzosi, Romano Nanni, Graziano Concioni, Alexader Di Bartolo, Dario Parrini, Sindaco di Vinci, con Mons. Fausto Tardelli, Vescovo di San Miniato, padre Antonio Velotto, parroco di San Pantaleo e Nicola Baronti del Comitato San Pantaleo uniti per la salvaguardia e la tutela della storia del piccolo borgo, dell'antico castagno selvatico, della valle del Vincio, "paesaggio materno di Leonardo" :

SALVATICO E' QUEL CHE SI SALVA




Il 2 ottobre 2011 si è svolto presso la chiesa di San Pantaleone Martire di Vinci l’evento “San Pantaleo e Leonardo”, il convegno organizzato dalla Parrocchia e Comitato San Pantaleo. La manifestazione ha ottenuto un meritato e lusinghiero successo, grazie al prestigio dei relatori e ad una importante presenza di pubblico. Il riscontro immediato è la notizia che gli atti verranno a breve raccolti in una pubblicazione, la cui presentazione costituirà l’occasione per mostrare l’archivio parrocchiale e stabilire il ritorno definitivo di qualche opera d’arte, speriamo restaurata. Per il piccolo borgo pietroso di San Pantaleo di Vinci si è trattata di una giornata memorabile. Il Vescovo di San Miniato, Mons. Fausto Tardelli e il parroco, padre Antonio Velotto hanno fatto gli onori di casa e dato il saluto di benvenuto ad insigni studiosi e tanti appassionati di storia, non solo locale, presenti. Carlo Pedretti, uno dei maggiori esperti al mondo dell’opera di Leonardo, cittadino onorario di Vinci, ha portato la sua testimonianza di affetto a San Pantaleo, nel ricordo della precedente manifestazione ed apertura straordinaria del borgo nel 2007, quando tenne una piccola “lettura vinciana” dal titolo Omo con lettere. L’occasione dell’odierno incontro è stata la riscoperta e riordino dell’archivio parrocchiale di San Pantaleone Martire in San Pantaleo, una chiesa quasi millenaria, come ha avuto modo di evidenziare nel suo intervento introduttivo Graziano Concioni, archivista della Diocesi di Lucca ed ora di San Miniato. Una parrocchia che ha avuto la fortuna di incrociare le sorti della famiglia Da Vinci e di Leonardo, per aver ospitato nel vicino Campo Zeppi la madre di Leonardo, Caterina, accasata a quel personaggio, altrettanto misterioso, dell’Accattabriga. Alessandro Vezzosi, Direttore del Museo Ideale di Vinci, ha ricordato le ricerche archivistiche di Renzo Cianchi sulla madre di Leonardo e le ultime ipotesi sulla origine orientale. Delle tante altre “Caterine” che hanno vissuto però San Pantaleo nei secoli successivi hanno parlato Alexander Di Bartolo, dottore di ricerca in storia della scienza presso l’Università di Pisa, ordinatore dell’archivio parrocchiale di San Pantaleo, e soprattutto Adriano Prosperi, professore di storia alla Normale di Pisa ed Accademico dei Lincei. Adriano Prosperi si è soffermato sul ruolo dei parroci come registratori della storia, in particolare su alcune significative annotazioni dei parroci di San Pantaleo, che registravano il periodo risorgimentale come gli anni della “rivoluzione italiana”, approfondendo così anche il ruolo svolto dalla chiesa toscana per la costituzione di uno stato unitario italiano. Non potevano comunque sfuggire all’attenzione del fine studioso alcune vignette di un parroco di San Pantaleo del primo Novecento che illustrava l’anno trascorso secondo una propria originale interpretazione. Romano Nanni, direttore della Biblioteca Leonardiana di Vinci, oltre a ricordare altri recenti studi sulle origini della Caterina, ha evidenziato le peculiarità della manifestazione, che partendo da Leonardo vuol riportare alla luce quella storia impropriamente definita minore del territorio di Vinci e dei suoi abitanti, che vede anche l’istituzione vinciana direttamente impegnata in una attività di ricerca e catalogazione dei vari archivi presenti nel comune. Hanno portato il loro saluto Dario Parrini, sindaco di Vinci, ed una troupe televisiva del Giappone presente a San Pantaleo per filmare e preparare un documentario su Leonardo.


La manifestazione è stata l’occasione per presentare la nuova iniziativa del Comitato San Pantaleo destinata alla raccolta dei fondi necessari al restauro dell’antica tela di San Pantaleone Martire del XV secolo, ormai da moltissimi anni in stato di abbandono. Nicola Baronti, rappresentante del Comitato San Pantaleo, che ha diretto e coordinato i lavori del convegno, ha anticipato che i ricavi della pubblicazione dello scorso Natale, La befanata vinciarese, a cura della Dama di Bacco di Vinci, verranno destinati dagli autori a tale finalità, anche se non saranno sufficienti a finanziare l’importante restauro. L’augurio finale è che la giornata del 2 ottobre 2011 possa costituire per San Pantaleo l’inizio di una rinascita che consenta alla chiesa ed al suo borgo di vivere una nuova stagione e tornare ad essere un punto di riferimento, non solo paesaggistico, ma anche religioso e culturale del Montalbano, con il completamento dei lavori di restauro degli edifici, il ritorno delle opere d’arte, la presenza di artisti e studiosi del mondo richiamati dalla bellezza del posto e dalle suggestioni leonardesche, a San Pantaleo di un Vinci, sempre più borgo allargato ai luoghi circostanti, con la riapertura delle vecchie strade vicinali e dei sentieri poderali, la memoria di una cultura contadina, la riscoperta degli antichi saperi. La manifestazione, progettata e ideata da Alexander Di Bartolo e Nicola Baronti, si è autofinanziata con l’entusiasmo e l’impegno dei volontari e la gratuita disponibilità dei relatori e studiosi presenti, come tengono a ricordare gli organizzatori. In un momento di crisi economica , di tagli al mondo della cultura, anche questo è un segno importante di partecipazione e di speranza per la salvaguardia di quei valori fondanti della nostra società civile.
San Pantaleo e Leonardo - Storie d'archivio di una chiesa millenaria - San Pantaleo di Vinci, 2 ottobre 2010
Organizzazione della parrocchia di San Pantaleo - Apparita e del Comitato San Pantaleo - Comitato Dama di Bacco di Vinci, su progetto di Alexader Di Bartolo e Nicola Baronti, con il patrocinio della Diocesi di San Miniato e del Comune di Vinci.
Si ringraziano:
la ditta Pratikagroup per l'ausilio dato; l'Associazione Culturale e Sportiva di Bassa per la collaborazione nella pubblicazione degli atti del convegno; gli autori della Befanata Vinciarese , 2010 ( Francesco Cianchi, Raffaello Santini e Cristina Anotonini) e coloro che hanno " Vinci nel cuore", le famiglie e coloro che hanno preparato l'accoglienza, dando una mano per rendere accogliente San Pantaleo, l'Agriturismo Il Vincio per l'amicizia ed il supporto, gli operai del comune di Vinci che sono venuti a montare il faretto e i microfoni, Antenna 5 e la Bacheca per la segnalazione della manifestazione, i giornalisti e tutti coloro che hanno diffuso la notizia del convegno per la salvaguardia di San Pantaleo e la valle del Vincio, un grazie a coloro che ci siamo dimenticati, ma che sappiamo vicini; agli amici di una volta e ai nuovi che abbiamo incontrato; ai relatori ed appassionati di storia locale; a coloro che hanno firmato l'appello per San Pantaleo .... un grazie particolare ad Alexander Di Bartolo, che si è fatto primo promotore della nuova iniziativa, nello spirito originario del Comitato San Pantaleo 2007 e dell'evento San Pantaleo e Caterina. Grazie infine a Camilla Boldrini, fotografa per passione, che ci ha concesso l'uso di questo album fotografico.



Dall'album dei ricordi Padre Antonio Velotto, parroco San Pantaleo, con Carlo Pedretti
Romano Nanni, Direttore Biblioteca Leonardiana di Vinci
Graziano ConcioniIl saluto di Dario Parrini, sindaco di Vinci Il saluto della regista della televisione nazionale del Giappone Adriano Prosperi a San Pantaleo L'intervento di Adriano Prosperi Alexander Di Bartolo, relatore e progettista dell'evento Carlo Pedretti firma il registro d'onore della Dama di Bacco Alessandro Vezzosi firma il registro d'onore della Dama di Bacco
San Pantaleo, ottobre 2011



(Foto di Camilla Boldrini - commento e didascalie di Nicola Baronti)

mercoledì 21 settembre 2011

CENTO ANNI CON VINCI NEL CUORE. IL CAMPANILE DELLA SS. ANNUNZIATA, 1 OTTOBRE 1911 - 1 OTTOBRE 2011

Vinci 1921, particolare



CENTO ANNI CON VINCI NEL CUORE, CENTO ANNI DEL CAMPANILE DELLA SS. ANNUNZIATA, CENTO ANNI DI STORIA DEL PAESE DI LEONARDO, CENTO ANNI VINCIARESI, CENTO ANNI DI NOI


Vinci 1 ottobre 2011 - 30 novembre 2011


MOSTRA FOTOGRAFICA DI IMMAGINI STORICHE TRA OTTO E NOVECENTO


È stato definito il programma per il Centenario del Campanile della SS. Annunziata di Vinci che ricorre il prossimo primo ottobre, predisposto dalla Parrocchia di Santa Croce di Vinci, in collaborazione con il Comitato organizzatore, il consiglio parrocchiale e le autorità locali. La parte religiosa dell’evento si svolgerà nella mattina, alle ore 11, con la Messa solenne, in ricordo di tutti coloro che nel primo decennio del secolo scorso si adoperarono per la costruzione di un’opera a completamento di quel piccolo santuario, punto di riferimento della parte bassa del paese da sempre legata al culto della Vergine, diventato a sua volta il simbolo della nuova urbanizzazione novecentesca del borgo vinciano, fuori le storiche mura medievali.
Alle ore 12, l’evento sarà festeggiato con il Concerto delle campane di Vinci, da quelle del piccolo Santuario a quelle di Santa Croce e al Campano civico. Vinci e le sue campane rappresentano un connubio antico, tanto da diventare a loro volta degli storici simboli del paese, nonché il loro suono uno dei ricordi più cari per chi ha vissuto il paese o lo ha semplicemente visitato come turista.
Alle ore 16 avranno inizio le cerimonie civili, con l’inaugurazione della mostra Cento anni con Vinci nel cuore, una raccolta di immagini del paese tra Ottocento e Novecento. La mostra è stata realizzata con il materiale offerto da alcune famiglie di Vinci, nonché con il contributo di collezionisti privati, coordinati da Matteo Cioni. Non ha l’intento di una ricostruzione storica esaustiva del secolo trascorso all’ombra del campanile, bensì quella di ricordare le suggestioni e le atmosfere dei vari periodi storici attraverso le foto e le cartoline del paese più significative degli ultimi cento anni, come tengono a mettere in evidenza i rappresentanti del comitato organizzatore. Alle ore 16,15 l’introduzione storica sarà tenuta dallo studioso Paolo Santini, con interventi di Antonio Cinelli e Nicola Baronti su alcuni aspetti della mostra fotografica. A dare il benvenuto agli intervenuti oltre al Proposto di Vinci, Mons. Renato Bellini ci sarà il Sindaco, Dario Parrini. Il commento musicale dell’evento sarà curato da Luca Prosperi con musiche della tradizione mariana. La mostra sarà aperta fino al giorno di Sant’Andrea, patrono ed avvocato del popolo di Vinci secondo gli Statuti del XVI° secolo, ovvero fino al 30 novembre 2011. In realtà, come tengono a ribadire gli organizzatori, la mostra resta un cantiere aperto a contributi e disponibilità dei nuovi e vecchi abitanti. La mostra fotografica è infatti il primo evento di un programma di valorizzazione e promozione finalizzato ai festeggiamenti per il quarto centenario della benedizione della chiesa mariana vinciana previsto per il prossimo mese di maggio.



Il campanile - Foto Romano

Parrocchia di Santa Croce
Vinci

Il Campanile della SS. Annunziata
Cento anni con Vinci nel cuore

VINCI, 1.10.2011

h. 11,00
SS. Messa
Nel ricordo di coloro che si adoperarono per la costruzione del campanile
h. 12,00
Concerto delle campane di Vinci
h. 16,00
Inaugurazione della mostra
Cento anni con Vinci nel cuore
Mostra di immagini storiche del paese tra Ottocento e Novecento
con il contributo delle famiglie del paese
h. 16,10
Cerimonia per il Centenario del Campanile
Saluti di
Mons. Renato Bellini Proposto di Vinci
Dario Parrini Sindaco di Vinci

Introduzione storica di Paolo Santini
Interventi di Antonio Cinelli, Nicola Baronti

Commento musicale a cura di Luca Prosperi
Coordinamento mostra fotografica di Matteo Cioni

La mostra fotografica sarà visitabile tutti giorni
fino al 30 novembre 2011
Il campano di Vinci, a proposito di campane vinciaresi



Fonte: Parrocchia di Vinci

martedì 20 settembre 2011

SAN PANTALEO E LEONARDO, NEL RICORDO DI CATERINA - San Pantaleo di Vinci, 2 ottobre 2011

Parrocchia di San Pantaleo Apparita e Comitato San Pantaleo in collaborazione con Dama di Bacco Vinci con il patrocinio della Diocesi di San Miniato e del Comune di Vinci


DOMENICA, 2 OTTOBRE 2011

Chiesa di San Pantaleone Martire

San Pantaleo di Vinci (Fi) h. 14,30

Intervengono

S.E. mons. Fausto Tardelli, Vescovo di San Miniato

P.Antonio Velotto, parroco di San Pantaleo-Apparita

Carlo Pedretti, emeritus e Direttore dell'Armand Hammar Center of Leonardo Studies, Università della California, Los Angeles

Graziano Concioni, archivista, già direttore dell'Archivio Arcivescovile di Lucca

Alexander Di Bartolo, curatore dell'archivio parrocchiale di San Pantaleo

Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci

Romano Nanni, direttore della Biblioteca e Museo Leonardiano di Vinci

Adriano Prosperi, professore della Scuola Normale di Pisa, Accademico dei Lincei

Progetto a cura di Nicola Baronti e Alexander Di Bartolo

Le storie d'archivio di una chiesa e di un luogo vissuti da secoli, fra i più belli e significativi del Montalbano, ripercorse e rilette assieme ad alcuni dei più importanti archivisti e storici italiani. Una domenica a San Pantaleo e Campo Zeppi, definiti anche il paesaggio materno di Leonardo, perchè nel XV secolo qui viveva la madre, Caterina, accasata all'Accattabriga, sulle orme di un fanciullo che un giorno sarebbe diventato un Genio dell'umanità.


San Pantaleo e Leonardo: perché un titolo provocatorio? Cosa Leonardo ha a che fare con San Pantaleo? Sicuramente il titolo della manifestazione si pone in logica prosecuzione all’originario progetto di promozione e valorizzazione culturale denominato "San Pantaleo e Caterina", che si concretizzò nell’omonimo incontro di studio avvenuto a San Pantaleo, esattamente il 9 settembre 2007. Si trattò di una giornata speciale, di popolo come si sarebbe detto una volta, con gli studiosi di Leonardo e gli storici locali impegnati nella riscoperta della figura materna di Leonardo, Caterina, la cui presenza nel territorio della parrocchia, precisamente a Campo Zeppi, veniva attestata in vari documenti. Tanta gente e vecchi abitanti tornarono a San Pantaleo per l’occasione, dopo anni di abbandono. In quei giorni tuttavia non furono pochi a domandarsi davanti al titolo "San Pantaleo e Caterina", chi fosse questa Caterina.
Fu quindi una operazione di recupero alla memoria collettiva di un personaggio della biografia leonardiana rimasta ai margini della storia dei Da Vinci, Caterina, protagonista certamente di romanzi, spettacoli e poemi, ispirati agli artisti spesso dalle sue origini mai svelate; senza una ricerca storica e studi approfonditi, a parte quelli di Renzo Cianchi, pubblicati dal 1952 al 1974, a cui peraltro veniva dedicato il progetto complessivo. Non v’è dubbio che San Pantaleo e Caterina del 2007 ebbe il merito, anche inconsapevole, di riportare l’attenzione degli storici verso questo aspetto dell’infanzia di Leonardo. Per cui, da allora ad oggi, sono stati pubblicati altri studi sulla figura di Caterina , oltre naturalmente a letteratura di vario genere legata al mito leonardiano, forse anche un film.

San Pantaleo e Leonardo, perché il paesaggio di San Pantaleo e della valle del Vincio è stato definito il “paesaggio materno” di Leonardo. Rispetto ad altri del nostro territorio, soprattutto di pianura, è rimasto abbastanza incontaminato. Qui scorre il torrente Vincio che si colora nel paesaggio stagionale per la presenza lungo gli argini di molti salici purpurei, i cui rami utilizzati per legare le viti vengono chiamati dai contadini vinchi, in antichità anche vinci. Il nome del fiume e dei giovani rami delle piante richiamano quello del castello vicino e della famosa famiglia Da Vinci.
San Pantaleo e Leonardo quale ideale compimento di un progetto di promozione e di valorizzazione di un territorio finora rimasto marginale, quasi nascosto, suggerito e promosso dall’iniziativa popolare, accolto da associazioni del volontariato culturale e dalla parrocchia, senza finanziamenti pubblici, ideato, realizzato ed autofinanziato con l’entusiasmo, l’impegno e l’amore di tanti appassionati.
La scommessa iniziale forse ne valeva la pena. Se finora questa gente del Montalbano era stata raccontata da Leonardo attraverso le sue opere, i suoi scritti, le sue pitture, con il progetto San Pantaleo e Caterina si voleva rovesciare la prospettiva, anche a costo di apparire provocatori, con forme d’arte e di fantasia, come i percorsi enoteatrali e di poesia.
Con la restituzione della memoria storica dei luoghi, del borgo pietroso, della chiesa quasi millenaria e del castagno selvatico, volevamo quindi far parlare i testimoni di Leonardo, i loro figli, nipoti, pronipoti per generazioni, tutti testimoni di una lunga storia, tradizione e cultura contadina.
E se oggi, per la gioia degli studiosi, dagli archivi ricompaiono i nomi di Caterina e di Accattabriga, indirettamente la storia dell’infanzia, più in generale della vicenda umana, di Leonardo; assieme diamo voce alle storie dei tanti abitanti che hanno vissuto, amato, salvaguardato fino ad oggi queste terre che Leonardo sapeva così bene interiorizzare e restituire nelle sue opere. A loro, proprio a questi co-protagonisti, agli uomini che con il loro lavoro, il loro fecondo silenzio, spesso comparse nello sfondo della storia ufficiale e del mito di Leonardo, le cui storie e nomi, a poco a poco, emergono dai vecchi archivi e registri parrocchiali, viene dedicato questo incontro.
A noi resta lo scomodo testimone di portare avanti il loro messaggio, reinterpretarlo al passo del tempo, con immutati rispetto e dedizione.

Comitato San Pantaleo, 2011

martedì 13 settembre 2011

QUANTO DURA IL COMITATO ? SAN PANTALEO DAL 2007 AL 2011

Chi se lo ricorda il Comitato San Pantaleo ?
Si costituì nel 2007 dall’incontro fra alcune associazioni e appassionati di storia locale, sulla scia di una petizione popolare per salvare il grande secolare ippocastano che troneggia davanti alla vecchia chiesa, nel centro del borgo pietroso, aggredito da un parassito, abbandonato da anni. Il Comitato San Pantaleo organizzava nel 2007-2008 manifestazioni come l’evento San Pantaleo e Caterina il 9.9.2007, che vedeva il ritorno a San Pantaleo di grandi studiosi e di vecchi residenti, Natale a San Pantaleo e sul Montalbano nel 2007 e 2008 con la mostra dedicata alla piccola Epifania di Leonardo da Vinci, a cura del Museo Ideale di Vinci, incontri culturali, rassegne corali, la riscoperta della tradizione della befanata vinciarese, l’istituzione del premio per la comunicazione sociale intitolato al Carciofo d’oro di San Pantaleo … e poi la mitica Cena dell’Anno bissesto, la Cena dei Santi Stregoni e ben cinque edizioni del percorso enoteatrale La Via di Caterina, sulle orme di Leonardo fanciullo. Nell’ambito di tali manifestazioni veniva presentato il manifesto Salvatico è quello che si salva, per la salvaguardia del castagno di San Pantaleo e della valle del Vincio, ormai conosciuta come il “paesaggio materno di Leonardo”, in ragione del torrente Vincio e dei rossi salici detti vinchi o vinci, da cui deriva il nome della famosa famiglia, ma soprattutto perché nel XV secolo ospitava la madre di Leonardo, Caterina, accasata all’Accattabriga di Campo Zeppi. Nel contempo con i fondi raccolti dal Comitato, il Castagno di San Pantaleo veniva curato e tornava a fiorire, nel suo massimo splendore. Poi, come nella natura intrinseca dei comitati, per definizione soggetti provvisori e finalizzati ad una opera o specifica iniziativa, sembrava tutto finire. Il castagno di San Pantaleo, simbolo di tante iniziative, tornava così a seccare per la mancata cura e l’assenza di mezzi idonei per il trattamento.



Dell’attività del Comitato San Pantaleo, con l’ausilio della Dama di Bacco, restano importanti tracce e documenti audiovisivi, compreso il presente blog. Basta controllare su You Tube, inserendo il termine la Via di Caterina. Vi sono filmati visti da migliaia di persone. A San Pantaleo sono state le telecamere di Rai 2 e Rai 3, Italia 7 che a San Pantaleo registrava la prima puntata della trasmissione Girotondo, Sky che registrava, grazie anche alla condotta Slow Food, un documentario legato ai piccoli comuni italiani (scaricabile da You Tube) e Antenna 5 con servizi sempre puntuali sulle varie iniziative. Dell’attività e riscoperte del Comitato si sono interessate le più importante testate giornalistiche nazionali ( la rassegna stampa è veramente imponente) e locali. Sono stati pubblicati due libri, la Via di Caterina – Guida storica con note poetiche per il ben camminatore, raccolta dei testi storici e poetici dell’omonimo percorso teatrale, nel 2009, e quest’anno la Befanata Vinciarese, una Spoon River toscana, una raccolta delle rime e aneddoti ricordati in occasione della Befanata del 2008, a cura di Nicola Baronti, all’epoca presidente del piccolo Comitato. E la “Via di Caterina” nella sua forma poetica è stata in giro per l’Italia, tra i tanti si ricorda l’evento di Firenze, nel giorno di Leonardo, ovvero il 15.4.2010, e la trasferta di New York nell’ottobre del 2009, grazie alla LAPS di Fucecchio. Insomma, il Comitato ha vissuto un triennio di notevoli attività con varie appendici.


Or bene tutto questo cappello, per dire, al di là della tristezza del castagno di nuovo seccato, il rinascimento di San Pantaleo sembra rigenerarsi improvvisamente con nuove importanti iniziative e incontri. Non possiamo scrivere molto di più. La soddisfazione di chi ha avuto l’onore di rappresentare il vecchio Comitato nel 2007 è quella di aver gettato un seme importante, che altri hanno saputo raccogliere e coltivare. A giorni le importanti novità. E intanto si mormora di un prossimo film e di un testo teatrale scritto da un noto autore ispirati alla Via di Caterina. Alcune importanti opere artistiche conservate nella vecchia chiesa di San Pantaleone martire, chiusa da quaranta anni, starebbero per tornare ed essere restaurate, in parte grazie anche ai ricavi della vendita della Befanata Vinciarese.

Insomma, ma questo Comitato non era finito ????
Gangalandi

Si ripropone il vecchio logo del Comitato San Pantaleo, realizzato da Maria Elisa Baronti, e l'appello Salvatico è quello che si salva, ispirato ad un motto di Leonardo.

domenica 4 settembre 2011

Cento Anni con Vinci nel cuore
Vinci, il Campanile dell’Annunziata

1.10.1911- 1.10.2011

Immagini di Vinci tra Ottocento e Novecento
Vinci, Santuario SS. Annunziata
Inaugurazione della mostra fotografica : 1.10.2011

Nella città di Vinci stanno iniziando i preparativi per il primo ottobre 2011, quando verrà festeggiato dalla comunità il primo centenario del campanile del Santuario della SS. Annunziata. La Parrocchia di S. Croce con il parroco Mons. Renato Bellini, unitamente ad un apposito comitato, stanno organizzando per l’occasione un evento speciale: una mostra fotografica di immagini storiche del paese tra Ottocento e Novecento per rivivere i luoghi, i principali eventi, i personaggi degli ultimi cento anni di storia vinciarese, come si definivano un tempo gli abitanti del paese. Le famiglie di Vinci ed alcuni collezionisti privati hanno messo a disposizione le loro raccolte di memorie per dare vita con le fotografie e le cartoline dell’epoca ad un affresco novecentesco, in bianco e nero, che raffiguri quella storia del paese, impropriamente definita minore. Un grande album di famiglia dove verranno annotati i ricordi più belli, senza quindi la velleità di una ricostruzione storica esaustiva, teso a ricreare le suggestioni e le atmosfere di una Vinci che forse molti non hanno visto o non ricordano. L’occasione è stata il centenario del campanile, costruito per volontà della popolazione, ma soprattutto di una famiglia del paese, i Tamburini. L’evento rappresentò agli inizi dello scorso secolo il simbolo della nuova urbanizzazione della parte bassa del paese, legata da sempre all’immagine ed al culto della Vergine, definito ancora oggi nell’uso comune come il “piano della Madonna”. Il Santuario sorge infatti dove in origine si trovava un’antica cappella devozionale, poi trasformata in oratorio e benedetta agli inizi del Seicento, per assumere l’attuale fisionomia e dimensione nel secolo successivo.
La mostra fotografica inaugurerà anche un ciclo di manifestazioni dedicate proprio alla valorizzazione religiosa e storica del luogo dedicato all’Annunziata a cui il popolo di Vinci legava la sua storia, come si legge nell’epigrafe dell’altare maggiore, consacrandovi nel Settecento addirittura il proprio cuore, episodio dal quale prende il titolo la mostra fotografica : Cento anni del campanile della SS. Annunziata, con Vinci sempre nel cuore.



IL CONCERTO DELLE CAMPANE DI VINCI

1 ottobre 2011, h.12

Si segnala per gli appassionati delle tradizioni un evento eccezionale per il primo ottobre 2011 ovvero il Concerto delle Campane di Vinci, religiose e civiche, che alle ore 12 festeggeranno l'anniversario dei 100 anni del campanile della SS. Annunziata. Il rapporto di Vinci con le sue campane è storico e indissolubile. Esattamente in fila tra loro, la torre e i campanili hanno delineato il profilo del paese e le loro campane, oltre ad avere regolato la vita civile e religiosa per secoli, sono le protagoniste di storie e leggende paesane. Per chi ha vissuto Vinci sia come cittadino o semplice turista il ricordo delle campane è indelebile. L'evento è senza dubbio da non mancare.

mercoledì 24 agosto 2011

OH .. CHE SAN BARTOLOMEO !!! Il culto di San Bartolomeo a Vinci e Pistoia


SAN BARTOLOMEO

Tradizione e cultura della festa di un popolo ed un territorio di Vinci e sul Montalbano

24 agosto 2011




( a lato, un particolare del San Bartolomeo dal dipinto Madonna con il Bambino tra i Santi Bartolomeo e Antonio Abate, opera del 1573 di Filippo Paladini sull'altare di San Bartolomeo a Streda, oggi in San Miniato)

San Bartolomeo è festa cara nel contado vinciano ( o vinciarese), anche se molto dimenticata, probabilmente perché viene a cadere nel mese di agosto, dalla gente del posto un mese ormai dedicato alle ferie fuori zona. A San Bartolomeo sono intitolate tuttavia le chiese e parrocchie di Sovigliana e di Streda di Vinci. Sulla seconda, San Bartolomeo di Stradona, poi di Streda, ci vorremmo soffermare. Se i documenti storici fanno risalire le prime notizie della chiesa al XIII° secolo, coeva al Castello di Vinci, come del resto la vicina San Pantaleone, il toponimo indica l’esistenza di una strada, probabilmente antichissima, forse addirittura romana che attraversava il piccolo borgo. Altri toponimi limitrofi confermano l’esistenza di questa importante arteria stradale, ben prima dell’anno Mille, della quale tuttavia sembrano essere perdute le tracce. Streda si trovava quindi in un luogo nevralgico per i commerci ed il passaggio delle persone (forse anche di pellegrini) che da Pistoia e dal Montalbano si dirigevano verso San Miniato e la Valdelsa. Non è un caso che San Bartolomeo sia veneratissimo anche a Pistoia: un santo caro anche alla tradizione bizantina. Il culto locale dei Santi Bartolomeo e Pantaleone, ab antiquo in comune di Vinci seppure in ambito ecclesiastico sotto la Diocesi di Lucca, prima, e di San Miniato, poi, consente di individuare per il territorio e popoli di riferimento origini antichissime rispetto all’intero territorio comunale, con dei punti di contatto ed analogia con l’altro versante pistoiese del Montalbano. Lo stato della chiesa di San Bartolomeo in Streda è oggi molto precario, pur essendo stata nel passato una chiesa ricca di patronati. Alcuni Da Vinci addirittura hanno vissuto in questo popolo. Nuove strade che collegano Vinci a Cerreto Guidi sono sorte più distanti, lasciando San Bartolomeo a Streda, in vetta alla sua collina in aristocratica, quanto decadente, solitudine. Dell’antica stradona non sembra esserci traccia.

San Bartolomeo a Streda, oggi 24.8.2011


QUANTI BARTOLOMEI CI SONO A VINCI ?


Quanti Bartolomei ci sono però a Vinci ? Non è una domanda retorica. La storia locale individua in Bartolomeo un nome importante per le storie cittadine. Il ricordo torna quindi a quel Bartolomeo di Domenico Santini che con il suo lascito testamentario nel 1615 consentì di abbellire la costruzione del primo oratorio, detto dell’Assunta, a Vinci. Forse indusse anche l’arrivo della famosa effige dell’Annunziata che alla fine ne cambiò l’intitolazione. Con i suoi lasciti testamentari, in ogni caso, la chiesina - oggi della SS. Annunziata - ebbe finalmente il suo primo Cappellano, Leone Micheletti, ovvero il parroco di San Bartolomeo a Streda ( a cui il Santini aveva lasciato alcune sostanze) , che ogni mercoledì da Streda si recava a Vinci e chiamava al suono di una “campanina” la popolazione ai santi uffizi ( cfr. A. Mazzanti Il piccolo Santuario della Madonna in Vinci Fiorentino, 1924). L’usanza del parroco di San Bartolomeno a Streda di celebrare nel Santuario di Vinci è durata fino al XX° secolo, ovvero fino all’ultimo parroco titolare.


La misteriosa, quanto famosa, immagine degli incappucciati di Streda



Streda, Vinci 24.8.2011


òSAN BARTOLOMEO A PISTOIA, LA FESTA DEI BAMBINI


La Corona di San Bartolomeo, il dolce della festa


San Bartolomeo è una sorta di secondo patrono della città di Pistoia , venerato come protettore dei bambini. Nel giorno a Lui dedicato, la piazza e le vie adiacenti alla chiesa di San Bartolomeo in Pantano, ospitano decine di bancarelle di dolciumi e di giocattoli per la gioia dei più piccoli. I dolciumi tradizionalmente legati alla festa sono le corone, che consistono in palline (pippi) fatte di un impasto dolce, quello del berlingozzo (dolce tipico di Lamporecchio e del Montalbano), tenute insieme da uno spago e tutt’oggi indossate dai bambini nella giornata della festa. In questa occasione, i sacerdoti impartiscono la cosiddetta benedizione di San Bartolomeo che promette di proteggere il bambino per tutto l’anno a seguire, rinnovando l’invito per l’anno successivo. In verità, anche i grandi non disdegnano tale benedizione. Il legame tra Pistoia e il Santo lo si ritrova nell’espressione del detto popolare “San Bartolomeo Sbucciato” con cui si suole indicare un pargolo un po’ troppo vivace (San Bartolomeo Martire si dice fosse stato scuoiato vivo) o nell’invocazione a San Bartolomeo che talvolta scappa – nostro malgrado, secondo l’uso toscano - quando ci si trova di fronte a qualche monello.
La tradizione della benedizione è antichissima. Si fa risalire al periodo in cui furono presenti in San Bartolomeo i Canonici Lateranensi (1443), che provenivano da Santa Maria in Fregionaia in Lucca. Ad essi però si deve l'usanza di ungere i bambini nel giorno di San Bartolomeo. Della Congregazione aveva fatto parte Sant'Ubaldo (protettore dei bambini) Vescovo di Gubbio, raffigurato in un affresco posto nel chiostro dell'abbazia.


La Festa di San Bartolomeo, Pistoia 24.8.2011


In verità della vita del Santo, uno dei dodici Apostoli, originario di Cana in Galilea, poco si conosce, anche i Vangeli sinottici sono molto parchi di notizie. A differenza degli scritti apocrifi del Nuovo Testamento che tramandano invece vicende, fatti e storie. Per esempio, proprio legata ai bambini, nel Vangelo Arabo dell'Infanzia, si narra che una donna aveva un proprio figlio molto malato ed in procinto di morire. Lo portò alla Vergine Maria, chiedendole aiuto. La Madonna si impietosì e pose il bimbo morente a riposare, nel letto, accanto al proprio: istantaneamente il bimbo fu risanato da Gesù e guarì. Era proprio Bartolomeo di Cana . San Bartolomeo in Pantano - Pistoia

San Bartolomeo, secondo i detti contadini


Sempre in relazione a quel Bartolomeo sbucciato, proprio perche il Santo si dice fosse stato scorticato vivo in Armenia, proviene il detto toscano per cui la forma del cacio si vuota e il pane si scortica lasciando le midolla, ovvero cacio, pane; pane San Bartolomeo !
Nell’uso contadino si suole dire che se vi è Il grano a San Pietro, le patate a San Bartolomeo. L’estate sta finendo, per cui a A San Bartolomio la rondine va con Dio. Ai fini delle previsioni meteorologiche però si segnala il detto che Come fa il dì di San Bartolomeo, così fan tre parti dell’autunno. Se confermato, visti i quaranta gradi della temperatura del dì di San Bartolomeo 2011 si prevedono molto caldi anche i mesi di settembre e di ottobre. Quest’anno quindi la vendemmia verrà anticipata di qualche settimana.Nell’uso vernacolare, seppure per alcuni considerato volgare, sopravvive ancora l’espressione, quasi invocazione, a quel San Bartolomeo patrono dei bimbi proprio quando magari ci si trova a che fare con qualche pargolo vivace : - Oh … per San Bartolomeo o’icché tu fai ???. - Probabilmente Pistoia non è molto lontana da Vinci